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	<title>gastronomia &#8211; Pierluigi Papi</title>
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		<title>Frutti dimenticati a Casola Valsenio</title>
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				<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 14:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Nel paese collinare di <strong>Casola Valsenio (RA), </strong>che si fregia del titolo di &#8220;<em>Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati</em>&#8220;, le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione. A questi <em>frutti dimenticati </em>Casola Valsenio dedica un doppio originale appuntamento autunnale: la <strong><em>Festa dei Frutti Dimenticati</em></strong>, arrivata addirittura alla 29esima edizione! Appuntamento <strong>nei weekend 12-13 e 19-20 ottobre</strong>.</p>
<p>Nel doppio finesettimana ad animare l’evento ci saranno: vari punti ristoro con specialità autunnali e a base di frutti dimenticati, mercato dei frutti dimenticati, degustazioni guidate di frutti, vini e olio, mostre, laboratori didattici, esposizione di animali dimenticati, dimostrazioni di cucina, spettacoli di strada e musica per grandi e piccini. Tra i tanti ospiti: lo scrittore <strong>Cristiano Cavina</strong>, il gastronomo e scrittore <strong>Graziano Pozzetto</strong>, il musicista <strong>Vittorio Bonetti</strong>, lo chef internazionale <strong>Robbie Pezzuol</strong>, il naturalista <strong>Massimo Pandolfi</strong>.</p>
<p>Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i <em>frutti dimenticati</em> sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l&#8217;inverno. Salvati dall&#8217;estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti e per chi li vede per la prima volta, ecco tanti bei frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: <strong>giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina</strong>, senza dimenticare <strong>noci, nocciole, melagrane e marroni.</strong></p>
<p>La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo, nel corso della festa si svolge un <strong>concorso di marmellate</strong> <strong>e uno di dolci al marrone, </strong>mentre i ristoranti della zona propongono per la “<strong><em>Cucina ai frutti dimenticati</em></strong>”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio, sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo. Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con protagoniste le pere volpine, le castagne, l&#8217;alkermes, il vino e il formaggio. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il &#8220;migliaccio&#8221;, che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, secondo l’antica ricetta, sangue di maiale in aggiunta.</p>
<p>A Casola Valsenio, infine, i frutti dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale <strong>Giardino delle Erbe </strong>e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melagrana, ottime se condite con l&#8217;olio extravergine Brisighello. Nei menù dei ristoranti del paese compaiono i risotti di pere volpine, l&#8217;arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello alla melagrana, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.</p>
<p>Informazioni per il pubblico: tel. 0546 73033.</p>
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		<title>“diPortainPorta” a Ravenna: si parte con una cena di beneficenza</title>
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				<pubDate>Sun, 26 May 2019 08:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>“diPortainPorta &#8211; itineranti accoglienze alle porte storiche: RAVENNA, Signora del Parmigiano Reggiano” è un evento culturale e gastronomico, alla seconda edizione, per ricordare ai ravennati la<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>diPortainPorta &#8211; itineranti accoglienze alle porte storiche: RAVENNA, Signora del Parmigiano Reggiano</strong>” è un evento culturale e gastronomico, alla seconda edizione, per ricordare ai ravennati la ricchezza storico-artistica della cinta muraria della loro città, mentre a “chi viene da fuori” l’importanza delle porte come simbolo di accoglienza e di ospitalità. Il tema gastronomico è quel <strong>Parmigiano Reggiano</strong> che da sempre accompagna i cappelletti, i passatelli, la spoja lorda della nostra tradizione culinaria. Appuntamento <strong>dal 27 maggio al 2 giugno</strong> fra <strong>Porta Serrata, Porta Adriana, Porta Gaza e Porta Sisi</strong>.</p>
<p><strong>La sera del 27, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;evento, a Porta Serrata</strong> alle 19 sono invitati tutti i ravennati per sostenere l&#8217;opera di solidarietà dell&#8217;Antoniano di Bologna a seguito del progetto di Massimo Bottura a cui abbiamo attivamente partecipato. Il gruppo di associazioni di contrasto alla povertà del progetto “Nutrire Ravenna” di cui fa parte CheftoChef sarà parte integrante e attiva di questo messaggio. Una cena informale preparata dai cuochi di CheftoChef e progetto RavennaFood il cui <strong>incasso verrà devoluto all&#8217;iniziativa “operazione Pane”</strong> <strong>dell’Antoniano di Bologna</strong> a sostegno delle realtà francescane e per aiutarle a garantire pasti caldi per tutte le persone che vivono in povertà e che bussano alla loro porta in cerca di aiuto (costo di partecipazione 20 euro, per informazioni e prenotazioni cell. 348 671 9771).</p>
<p>Nel corso “<strong>diPortainPorta”</strong>, le Porte saranno presidiate dagli chef “stellati” di <strong>Progetto RavennaFood</strong> e <strong>CheftoChef emiliaromagnacuochi</strong> che, grazie al <strong>supporto del Consorzio del Parmigiano-Reggiano</strong>, il sostegno del <strong>Comune di Ravenna</strong> e della <strong>Regione Emilia-Romagna e “l’adozione” </strong>delle porte da Parte di <strong>SVA Dakar, Naturelle</strong> <strong>gruppo</strong> <strong>Eurovo, Mac Port, Birra Amarcord, Molino Spadoni,</strong> organizzano l’evento e gestiranno la parte enogastronomica. Fra i Ravennati ci saranno gli chef: <strong>Vincenzo Cammerucci di &#8216;Càmi&#8217;, Marco Cavallucci di &#8216;Cà del Pino&#8217;, Matteo Salbaroli di &#8216;Osteria L&#8217;Acciuga&#8217; e &#8216;Cucina del Condominio&#8217;, Mattia Borroni di &#8216;Alexander&#8217;, PierPaolo Spadoni di &#8216;Pancotto&#8217; </strong>che presidierà Porta Sisi,<strong> Alessandro Dembech di &#8216;La Rotonda&#8217;, Mirko Colanzi di &#8216;Alighieri Caffè’, Francesco Trevisan e Igli Nipoli de &#8216;La Capannina&#8217;, Marco Guerrini di &#8216;Cabiria&#8217;, Giuseppe Utili di &#8216;Marchesini&#8217;, Raffaele Parisi della &#8216;Pizzeria Rivaverde’</strong></p>
<p>Oltre agli chef ravennati, il pluristellato <strong>Igles Corelli, Francesco Di Natale, Riccardo Agostini, Simone Zoli, Davide Fiorentini, Omar Casali, Daniele Baruzzi</strong>.</p>
<p>Ad ogni Porta saranno presenti: i <strong>caseifici produttori di Parmigiano Reggiano</strong> per “la valorizzazione delle differenze”; <strong>compagnie teatrali e associazioni</strong> che metteranno in scena spettacoli creati ad hoc su storia, arte, teatro e gastronomia come “Le pere di Pinocchio e il formaggio” di <strong>Matteo Gatta</strong> di Ravenna Teatro ; <strong>gruppi musicali e di animazione</strong>. Inoltre, grazie alla collaborazione di <strong>Trail Romagna, </strong>con <strong>l’apertura straordinaria delle “vecchie mura” proporrà un itinerario cultural-architettonico che collega le Porte storiche della città</strong> (per informazioni e prenotazioni <a href="http://www.trailromagna.eu">www.trailromagna.eu</a>), accompagnati dalle cartoline illustrate delle Porte a cura di <strong>Giovanni Gardini</strong>, quasi fossero preziose e monumentali cornici che inquadrano altrettanti monumenti della città, svelandone curiosi dettagli e raccontandone piccole storie attraverso le voci di viaggiatori del passato. Tutti i dettagli su <a href="http://www.diportainporta.eu">www.diportainporta.eu</a>.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: cell. 348 671 9771 <a href="mailto:info@diportainporta.eu">info@diportainporta.eu</a></p>
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		<title>Scoprire e gustare Ravenna “diPortainPorta”</title>
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				<pubDate>Thu, 23 May 2019 13:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo modo per vivere e gustare <strong>Ravenna</strong>, come cittadini e come turisti: “<strong>diPortainPorta &#8211; itineranti accoglienze alle porte storiche: RAVENNA, Signora del Parmigiano Reggiano</strong>”. Un evento culturale e gastronomico, alla seconda edizione, per ricordare ai ravennati la ricchezza storico-artistica della cinta muraria della loro città, mentre a “chi viene da fuori” l’importanza delle porte come simbolo di accoglienza e di ospitalità. Il tema gastronomico è quel <strong>Parmigiano Reggiano</strong> che da sempre accompagna i cappelletti, i passatelli, la spoja lorda della nostra tradizione culinaria.</p>
<p>Appuntamento <strong>dal 27 maggio al 2 giugno</strong> fra <strong>Porta Serrata, Porta Adriana, Porta Gaza e Porta Sisi</strong>.</p>
<p>Le Porte saranno presidiate dagli chef “stellati” di <strong>Progetto RavennaFood</strong> e <strong>CheftoChef emiliaromagnacuochi</strong> che, grazie al <strong>supporto del Consorzio del Parmigiano-Reggiano</strong>, il sostegno del <strong>Comune di Ravenna</strong> e della <strong>Regione Emilia-Romagna e “l’adozione” </strong>delle porte da Parte di <strong>SVA Dakar, Naturelle</strong> <strong>gruppo</strong> <strong>Eurovo, Mac Port, Birra Amarcord, Molino Spadoni,</strong> organizzano l’evento e gestiranno la parte enogastronomica. Fra i Ravennati ci saranno che chef: <strong>Vincenzo Cammerucci di &#8216;Càmi&#8217;, Marco Cavallucci di &#8216;Cà del Pino&#8217;, Matteo Salbaroli di &#8216;Osteria L&#8217;Acciuga&#8217; e &#8216;Cucina del Condominio&#8217;, Mattia Borroni di &#8216;Alexander&#8217;, PierPaolo Spadoni di &#8216;Pancotto&#8217; </strong>che presidierà Porta Sisi,<strong> Alessandro Dembech di &#8216;La Rotonda&#8217;, Mirko Colanzi di &#8216;Alighieri Caffè’, Francesco Trevisan e Igli Nipoli de &#8216;La Capannina&#8217;, Marco Guerrini di &#8216;Cabiria&#8217;, Giuseppe Utili di &#8216;Marchesini&#8217;, Raffaele Parisi della &#8216;Pizzeria Rivaverde’</strong></p>
<p>Oltre agli chef ravennati, il pluristellato <strong>Igles Corelli, Francesco Di Natale, Riccardo Agostini, Simone Zoli, Davide Fiorentini, Omar Casali, Daniele Baruzzi</strong>.</p>
<p>Ad ogni Porta saranno presenti: i <strong>caseifici produttori di Parmigiano Reggiano</strong> per “la valorizzazione delle differenze”; <strong>compagnie teatrali e associazioni</strong> che metteranno in scena spettacoli creati ad hoc su storia, arte, teatro e gastronomia come “Le pere di Pinocchio e il formaggio” di <strong>Matteo Gatta</strong> di Ravenna Teatro ; <strong>gruppi musicali e di animazione</strong>. Inoltre, grazie alla collaborazione di <strong>Trail Romagna, </strong>con <strong>l’apertura straordinaria delle “vecchie mura” proporrà un itinerario cultural-architettonico che collega le Porte storiche della città</strong> (per informazioni e prenotazioni <a href="http://www.trailromagna.eu">www.trailromagna.eu</a>), accompagnati dalle cartoline illustrate delle Porte a cura di <strong>Giovanni Gardini</strong>, quasi fossero preziose e monumentali cornici che inquadrano altrettanti monumenti della città, svelandone curiosi dettagli e raccontandone piccole storie attraverso le voci di viaggiatori del passato.</p>
<p><strong>Porta Serrata</strong></p>
<p>Verso valli e pinete. L’uscita da Ravenna che andava a S. Alberto verso Venezia, attraverso quel “selvatico di pregio” celebrato da Stecchetti: anguille e cefali, asparagina e spugnole, folaghe e fagiani. Mangiari antichi e modernissimi, biodiversità da salvare e da gustare, da allevare con sapienza e rispetto. Un’osteria all’interno della Porta allestita da Matteo Salbaroli dell’Osteria Acciuga e che ospiterà chef della nostra città e di “fuori città”: <strong>Riccardo Agostini, Mattia Borroni, Vincenzo Cammerucci, Daniele Baruzzi, Omar Casali, Alessandro Dembech, il Team Gastronomico di Benso, Mirko Colanzi, Francesco Trevisan e Igli Nipoli, Marco Guerrini, Giuseppe Utili, Francesco Di Natale, Igles Corelli, Matteo Salbaroli, Davide Fiorentini, Raffaele Pasini</strong>.</p>
<p>Menù a quattro mani per 7 cene e due pranzi (1 e 2 giugno) con al centro il Parmigiano Reggiano.</p>
<p>La sera del 27, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;evento, sono invitati tutti i ravennati per sostenere l&#8217;opera di solidarietà dell&#8217;Antoniano di Bologna a seguito del progetto di Massimo Bottura a cui abbiamo attivamente partecipato. Il gruppo di associazioni di contrasto alla povertà del progetto “Nutrire Ravenna” di cui fa parte CheftoChef sarà parte integrante e attiva di questo messaggio. Una cena informale preparata dai cuochi di Cheftochef e progetto RavennaFood il cui <strong>incasso verrà devoluto all&#8217;iniziativa “operazione Pane”</strong> <strong>dell’ Antoniano di Bologna</strong> a sostegno delle realtà francescane e per aiutarle a garantire pasti caldi per tutte le persone che vivono in povertà e che bussano alla loro porta in cerca di aiuto (costo di partecipazione 20 euro, per informazioni e prenotazioni cell. 348 671 9771).</p>
<p><strong>Porta Adriana</strong></p>
<p>Il Borgo San Biagio è la Romagna a tavola. Dalla “Faentina” giungevano cereali, uova di giornata e candidi squacqueroni, polli romagnoli e conigli, salumi di tutti i tipi che un tempo erano solamente di Mora Romagnola. E anche i viaggiatori entravamo da Porta Adriana per vedere gli splendori di San Vitale e per giungere in piazza. <strong>I Caseifici dei diversi “cru&#8221; del Parmigiano Reggiano</strong>, il mercato, le sfogline e i produttori. La “<strong>Cucina del Condominio”</strong> si trasferisce eccezionalmente e diventa un’osteria all’aperto, uno <strong>street bar </strong>gestito dai bar del cento storico: <strong>Cabiria, Fresco e Fellini Scalino 5</strong>, e ancora spettacoli e musica ed intrattenimento.</p>
<p><strong>Porta Gaza</strong></p>
<p>Una passeggiata vicino alla complessità del Duomo e alle vecchie mura della città, lo Street Food di <strong>Casa Spadoni</strong>, <strong>animazione e spettacoli per bambini e famiglie</strong>, un mercatino curato dai più piccoli… Assaggi informali e intriganti “dolci&amp;salati”, la frutta e i diversi parmigiani, <strong>il gelato Naturale di Sbrino</strong>, <strong>le birre di Amarcord</strong>, i laboratori delle associazioni…</p>
<p><strong>Porta Sisi</strong></p>
<p>Cucina classica e innovativa fra tre Porte per un vero borgo. San Rocco, una vera comunità con le sue feste popolari verso quella via Mazzini ricca di palazzi signorili. E dalle “Ville Unite”, da quella via Ravegnana che porta a Forlì, giunge la frutta delle “terre alte”. Le prime ciliege e le “mugnache” (albicocche), pesche e susine, ma anche fave e cipolle e piadine con formaggi, salumi e erbe selvatiche. <strong>Il Mercato dei Contadini</strong>, l’abbinamento <strong>Parmigiano Reggiano del Caseificio Caretti </strong>con le<strong> sfogline</strong>. Crea il tuo percorso gastronomico personalizzato: <strong>scegli la tua pasta fresca</strong> e allo stand “di cottura” <strong>crea il tuo abbinamento con i condimento proposti dall’Osteria del Pancotto</strong>.</p>
<p><em>«Sfogline e artigiani di pasta fresca sono al centro della filiera gastronomica ravennate che parte dai produttori (farine, uova, Parmigiano, ricotte, ecc.) e giunge ai consumatori attraverso la professionalità e la creatività dei cuochi. Siamo impegnati a far comprendere ai ravennati, e non solo, l’importanza di questi partner indispensabili per avere buoni piatti e nella piena trasparenza anche per valorizzare ingredienti buoni e salutari. Ravenna è la “Signora del Parmigiano-Reggiano” perché da sempre i nostri cappelletti come i passatelli, la spoja lorda come i veri strichetti non esistono senza il Parmigiano ed ecco il perché di questa importante collaborazione con il Consorzio del Parmigiano-Reggiano». </em>Spiegano lo chef Matteo Salbaroli e Michele Ceccarelli di Cheftochef, che proseguono <em>«A Ravenna, nella giornata dell’accoglienza che guarda dentro e fuori dalla città attraverso le mura e le porte storiche, la rete delle realtà coinvolte è molto diversificata. Dalle gastronomie e botteghe di qualità fino alla grande distribuzione, dai ristoranti e trattorie fino alle piadinerie e alle sfogline, tutte le realtà artigianali e commerciali sono coinvolte. Si tratta di farle partecipi di queste nuove realtà per sposare una qualità impagabile e ben ripagata per l’intensità, la varietà e la persistenza dei sapori strettamente connessa, fra l’altro, ad uno dei principi della “cucina d’autore”: il buono fa bene».</em></p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: cell. 348 671 9771 <a href="mailto:info@diportainporta.eu">info@diportainporta.eu</a></p>
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		<title>Piccolo dal grande gusto: è il Carciofo Moretto di Brisighella</title>
		<link>https://www.pierluigipapi.com/piccolo-dal-grande-gusto-e-il-carciofo-moretto-di-brisighella/</link>
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				<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 05:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Il comune di Brisighella (Ravenna) può vantare numerosi prodotti tipici, vere e proprie eccellenze a livello nazionale. Sicuramente il più famoso e rinomato di tali prodotti<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com/piccolo-dal-grande-gusto-e-il-carciofo-moretto-di-brisighella/">Piccolo dal grande gusto: è il Carciofo Moretto di Brisighella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com">Pierluigi Papi</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Il comune di <strong>Brisighella</strong> (Ravenna) può vantare numerosi prodotti tipici, vere e proprie eccellenze a livello nazionale. Sicuramente il più famoso e rinomato di tali prodotti è l’Olio extra vergine d’oliva, ma merita una menzione di tutto rispetto anche il piccolo <strong>Carciofo Moretto</strong>. Il Moretto potrebbe essere definito “autoctono dell’autoctono”, infatti quello vero si trova solamente nel comune di Brisighella e, ancor più con precisione, soprattutto nei tipici calanchi gessosi con una buona esposizione al sole (Brisighella si trova al centro del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola). In tali luoghi riesce a raggiungere le massime espressioni organolettiche, che ne fanno un prodotto inimitabile e dal sapore autentico e inconfondibile.</p>
<p>Per celebrare questo prodotto nel mese di <strong>maggio</strong> prende vita la “<strong>Sagra del Carciofo Moretto</strong>”, in programma nelle <strong>domeniche 5 e 12</strong>. Durante l’intera giornata saranno presenti i produttori di Moretto e di altri prodotti tipici del territorio (dai salumi di mora romagnola ai formaggi, dalle confetture alle primizie di primavera). Sarà in funzione uno stand gastronomico con i menù tradizionali e alcune ricette dedicate al Moretto. Anche i ristoranti del Borgo dedicheranno in queste giornate i loro menù al Moretto. Ci sarà anche un trenino panoramico per accompagnare i turisti lungo i Colli di Brisighella per visitate la Rocca Manfrediana e la Torre dell’Orologio.</p>
<p><strong>Il Moretto si mangia crudo e leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il rinomato “Brisighello”</strong>, col quale si sposa molto bene in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune. <strong>Sono molte e gustose le ricette che si possono realizzare</strong> utilizzando il Carciofo Moretto: mezzelune con Moretto a formaggio di fossa, insalatina di Moretto con caprino in parmigiano croccante, tagliatelle al ragù di agnello sul Moretto all’aceto balsamico, crespelle ripiene di cuori di Moretto, cappelli di prete con ripieno di Moretto e ricotta.</p>
<p>Il carciofo non è altro che il bocciolo dell’infiorescenza che si raccoglie immaturo, cioè prima che sbocci, fine aprile e maggio. <strong>Il Moretto è una varietà rustica</strong>, sulla quale non sono stati fatti interventi genetici e ciò ha consentito di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche e gli aromi originari, diversamente da altre varietà largamente coltivate nel bacino del Mediterraneo. La pianta del Moretto si presenta come un cespuglio che può raggiungere un’altezza di 150 centimetri, il fusto è eretto con getti basali chiamati “carducci” che vengono usati per la riproduzione. Dal punto di vista agronomico predilige i terreni siliceo-argillosi, tipici dei calanchi romagnoli, ben esposti al sole. Le foglie, verdi-grigiastre, sono grandi e spinose, pendenti all’infuori. Il Moretto si presenta violaceo con riflessi dorati, spine giallo nere ben formate e rigide. Il suo sapore è leggermente amaro, fresco, appetitoso.</p>
<p><strong><u>E’ DISPONIBILE UN DOSSIER SULLE CARATTERISTICHE DEL CARCIOFO MORETTO E UN RICETTARIO CON LE RICETTE SOPRA RIPORTATE.</u></strong></p>
<p>Per info: Pro Loco Brisighella tel. 0546 81166  <a href="mailto:iat.brisighella@racine.ra.it">iat.brisighella@racine.ra.it</a>  <a href="http://www.brisighella.org">www.brisighella.org</a></p>
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