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	<title>Bonifica &#8211; Pierluigi Papi</title>
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		<title>Posticipato il pagamento del contributo al Consorzio di bonifica</title>
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				<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 13:58:00 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Per venire incontro alle necessità dei contribuenti (che ricordiamo sono tutti i cittadini proprietari d’immobili) in questo difficile periodo, il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha deciso di posticipare di due mesi e mezzo la riscossione del contributo alle spese di manutenzione delle opere di bonifica</strong>, ossia: raccolta, regimazione e smaltimento delle acque di pioggia a protezione dalle esondazioni, per mantenere adeguati i livelli della falda e contro il dissesto idrogeologico. <strong>Riscossione posticipata anche per il tributo relativo all’irrigazione agricola.</strong></p>
<p>La riscossione avverrà in due rate, con scadenza 30 giugno e 31 luglio (salvo provvedimenti di proroga da parte del Governo), per gli importi superiori a 50 €, e in una rata unica, con scadenza 30 giugno, per gli importi fino a 50 euro. L’importo del contributo deriva dal grado di beneficio apportato dall&#8217;attività di bonifica (Legge Regionale n. 42/84).</p>
<p>«<em>Anche in questi mesi di emergenza sanitaria, con tutte le restrizioni del caso e applicando scrupolosamente quanto previsto dai decreti e i suggerimenti diramati, proseguiamo la nostra attività praticamente a pieno regime. Perché la messa in sicurezza idraulica del territorio e le necessità irrigue dell’agricoltura (tra l’altro siamo in piena stagione irrigua, notevolmente anticipata dalla siccità) non possono in nessuna maniera essere rimandati/posticipati</em> &#8211; sottolinea <strong>Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale &#8211; </strong><em>La decisione di rinviare la riscossione dei contributi è stata presa come atto di responsabilità, consapevoli della situazione complicata nella quale tutti ci stiamo purtroppo trovando, anche dal punto di vista economico</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione</title>
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				<pubDate>Wed, 08 May 2019 15:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong><em>Acqua è…</em></strong>” è il titolo dell’edizione 2019 della <strong>Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, </strong>promossa dall’ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (nell’ambito di un progetto cofinanziato dall’Unione Europea), con l’obiettivo di far conoscere il territorio e sensibilizzare tutti i cittadini, a partire dai più giovani, alla sua manutenzione. <strong>Dall’11 al 19 maggio</strong> si svolgeranno quindi moltissimi appuntamenti organizzati dai vari Consorzi di bonifica dislocati in tutta Italia. Per quanto riguarda il nostro territorio il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale </strong>ha in programma un nutrito calendario, a partire dalle visite guidate<strong> nel distretto di pianura alle opere irrigue e idrauliche</strong> (gli impianti di <strong>Solarolo, Faenza, Imola</strong>, la cassa di espansione e l’impianto idrovoro di <strong>Alfonsine</strong>, la chiusa del fiume Senio fra <strong>Tebano e Castel Bolognese</strong>), mentre nel <strong>distretto montano</strong> <strong>agli invasi collinari</strong> di <strong>Casalfiumanese, Casola Valsenio, Brisighella </strong>e<strong> Faenza</strong>.</p>
<p>Quattro sono, invece, gli eventi realizzati ad hoc per questa edizione della Settimana della bonifica. <strong>Sabato 11 maggio, ore 20, “Lucciole d’Acqua” al Parco Golfera</strong> (cassa di espansione Brignani, via Sammartina) <strong>a Lugo</strong>. Verrà inaugurato il completamento luminoso dell’opera “La guardiana dell’acqua” di Laura Rambelli. Dopocena musicale con l&#8217;arpa celtica di Marta Celli e la danza di Barbara Zanoni, per una performance ispirata e dedicata alle ninfe dei boschi, alle selvane, alle driadi, alle sirene e a tutte le Dee e le creature selvatiche che vivono nella natura. (per chi volesse vivere appieno la suggestione della serata, partenza a piedi alle ore 20 dal Parco del Loto con il gruppo Nordic Walking BassaRomagna.)</p>
<p><strong>Mercoledì 15, ore 9, “Nuove energie” al Molino Scodellino di Castel Bolognese</strong> (via Canale 7). Visita guidata al Molino e all&#8217;impianto idroelettrico (inaugurato nel 2018 proprio nel corso della Settimana della bonifica), con i ragazzi della scuola primaria di Brisighella e della scuola secondaria di I grado di Casola Valsenio. Laboratorio didattico a cura dell&#8217;Associazione Amici del Molino Scodellino.</p>
<p><strong>Giovedì 16, ore 9, “Strade d&#8217;acqua</strong>”. Visita guidata all&#8217;impianto idrovoro Tratturo e alla Cassa di espansione ad <strong>Alfonsine</strong> degli alunni della scuola primaria di Lugo e della scuola secondaria di I grado di Solarolo.</p>
<p><strong>Sabato 18, ore 9, “Scendere dal nido”,</strong> visita guidata con i ragazzi della scuola secondaria di I grado di Lugo alla cassa di espansione Gambellara a <strong>Massa Lombarda</strong> (via Botte) e alla torretta per il birdwatching denominata &#8220;Il Nido&#8221;. Performance ludico narrativa a cura di Lorenzo Bonazzi dedicata a bambini, ragazzi e adulti.</p>
<p><strong>Tutti gli appuntamenti sono gratuiti</strong>. <strong>Le visite guidate devono essere preventivamente prenotate</strong>: per quelle del distretto di pianura tel. 0545 909511 <a href="mailto:consorzio@romagnaoccidentale.it">consorzio@romagnaoccidentale.it</a>, per quelle del distretto montano tel. 0546 21372 <a href="mailto:d.montano@romagnaoccidentale.it">d.montano@romagnaoccidentale.it</a>. <a href="http://www.romagnaoccidentale.it">www.romagnaoccidentale.it</a></p>
<p>Il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> opera in un comprensorio di oltre 2.000 km quadrati (con una rete canali di 962 km), tra i fiumi Sillaro a ovest, Lamone a est, Reno a nord e il crinale appenninico tosco-romagnolo a sud. Cinque le province coinvolte: Ravenna, in prevalenza; Bologna, nell’area imolese; Forlì-Cesena, nell’area collinare di Modigliana e Tredozio; Ferrara, al confine nord-ovest del comprensorio; Firenze, nel versante adriatico della Regione Toscana che comprende i centri abitati di Firenzuola, Palazzuolo e Marradi. 35 i comuni che fanno parte del comprensorio. Il Consorzio, che ha sedi a Lugo, Faenza, Imola e Firenzuola, è articolato in due distretti: pianura e montano.</p>
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		<title>Siccità nella Romagna Occidentale: la situazione e cosa è stato fatto</title>
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				<pubDate>Sun, 17 Mar 2019 08:34:34 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-484 alignleft" src="https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-300x168.jpeg" alt="Siccità nella Romagna Occidentale: la situazione e cosa è stato fatto 1" width="300" height="168" srcset="https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-300x168.jpeg 300w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-768x431.jpeg 768w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-1024x575.jpeg 1024w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-260x146.jpeg 260w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-50x28.jpeg 50w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-134x75.jpeg 134w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2-1200x675.jpeg 1200w, https://www.pierluigipapi.com/wp-content/uploads/2019/03/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Si è soliti associare la siccità al periodo estivo e ai mesi più caldi dell’anno. Non è però il caso di questo inverno 2019. Infatti, la mancanza di precipitazioni che si protrae da diversi mesi e le temperature decisamente superiori alle medie del periodo stanno creando non pochi problemi al settore agricolo.</p>
<p>I dati di piovosità sono impietosi. Rispetto alla pioggia media misurata nel periodo che va dal 1993 al 2019, pari a 47 mm, la pioggia caduta nel mese di febbraio misurata dal pluviografo installato presso la sede del <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> a Lugo è di appena 7,8 mm, quindi inferiore dell’83%. Altrettanto preoccupante è lo stesso confronto riferito al periodo dicembre-febbraio, che fa risultare un deficit di piovosità media del 58%. Il tutto avviene in un contesto di generale aumento delle temperature. Secondo i dati diffusi dall’osservatorio dell’Arpae, la temperatura media rilevata nella regione Emilia Romagna nel periodo dal ’91 al 2018 è cresciuta di 1,1 gradi rispetto al trentennio precedente.</p>
<p>Il <strong>Consorzio di bonifica è quindi già intervenuto nell’attività di fornitura di acqua per l’irrigazione delle colture agricole</strong>, attraverso la rete distributiva in pressione e l’alimentazione dei vettori irrigui a cielo aperto.</p>
<p>«<em>Anche nel nostro comprensorio, come in tutta la regione e in gran parte d’Italia, ci sono molte preoccupazioni per il protrarsi del periodo di siccità </em>&#8211; afferma il <strong>Presidente del Consorzio Alberto Asioli</strong> &#8211;<em> Senza acqua per irrigazione non si avrebbero raccolti, quindi, oltre alla mancanza dei prodotti verrebbe meno anche l&#8217;occupazione in campagna e in tutto il settore dell&#8217;indotto. Anche per questo motivo il Consorzio si è da subito impegnato </em><em>e siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste irrigue che ci sono pervenute, svolgendo un lavoro attento e oculato su tutta la nostra rete idrica di pianura»</em>.</p>
<p>Ad avere maggiore necessità di approvvigionamento idrico in questi mesi (febbraio e marzo) è stato il distretto di pianura, in particolare <strong>l’area della “bassa Romagna”</strong> dove sono <strong>pervenute richieste per complessivi 1.500 ettari circa, </strong>destinati prevalentemente alla coltivazione del bietolotto, ma anche altre orticole da seme e cipolle. Tutte colture che in questa fase di semina e di trapianto necessitano di acqua.</p>
<p><strong>Il lavoro del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale si è dimostrato molto impegnativo, in quanto svolto in condizioni critiche </strong>al di fuori dell’ordinaria stagione irrigua che, di norma va da metà marzo a fine ottobre. Tale periodicità è determinata dalla funzionalità del CER – Canale Emiliano Romagnolo, che costituisce la quasi esclusiva fonte di approvvigionamento idrico delle reti irrigue di questo territorio. Dai primi di novembre a inizio marzo, infatti, l’acqua del CER è praticamente “inutilizzabile”, principalmente per due motivi: la presenza di cantieri di manutenzione ordinaria e straordinaria per i quali si rende necessario interrompere l’alimentazione idrica del canale, che vengono concentrati nel periodo invernale al fine di scongiurare il rischio di un blocco del sistema nel pieno della stagione irrigua; l’esigenza di riservare, nel periodo di interruzione dell’esercizio, un minimo di portata per l’uso prioritario civile. A questi, fattori, ad inizio febbraio si è aggiunta la circostanza eccezionale dell’esondazione del fiume Reno, a seguito della quale il CER ha dovuto farsi carico di invasare parte delle acque fuoriuscite, raccolte in prima battuta dai canali di bonifica (quindi acque “sporche” e non utilizzabili comunque ai fini dell’irrigazione), per evitare che venissero inondati diversi paesi della pianura bolognese.</p>
<p><strong>Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale si è quindi trovato a gestire la crisi idrica senza la possibilità di attingere acqua dal CER</strong>. Grazie a un lavoro e una organizzazione capillare, frutto della conoscenza di chi è quotidianamente impegnato sul territorio, si è dunque sopperito: effettuando <strong>minimi prelievi da fonti alternative </strong>(Senio-Canale dei Mulini) e, soprattutto, <strong>utilizzando l’acqua di scolo presente nei canali di bonifica</strong>; attraverso un <strong>intervento coordinato e in tempo reale di azionamento delle varie paratoie e sostegni irrigui presenti nella rete di bonifica per far arrivare senza sprechi l’acqua là dove serviva</strong>.</p>
<p>Si stima che per questo tipo di irrigazione di soccorso sia stato impiegato un volume di <strong>circa mezzo milione di metri cubi</strong> <strong>di acqua</strong>, il che ha comportato un lavoro dedicato di quasi 5.000 ore.</p>
<p>In questo modo sono state salvaguardate produzioni della massima importanza per il sostegno al reddito delle imprese agricole, ma al contempo anche le opere di scolo e con esse il territorio nel suo insieme.</p>
<p>Dal 1° marzo il CER ha poi ripreso l’esercizio normale e, dopo qualche giorno, l’acqua è arrivata anche al territorio romagnolo. In questo momento tutte le attività d’irrigazione si stanno svolgendo secondo i canoni ordinari, anche se in anticipo di 15 giorni rispetto al normale inizio della stagione irrigua.</p>
<p>Le previsioni meteo non danno però per tutto il mese di marzo precipitazioni significative in grado di portare benefici all’agricoltura e all’approvvigionamento idrico che per il nostro territorio dipende dal fiume Po, dal quale il CER attinge, il cui livello delle acque potrebbe presto andare in sofferenza. E questo desta ovviamente qualche preoccupazione in vista del passare dei mesi, dell’innalzarsi delle temperature e dell’aumento delle colture che avranno necessità d’irrigazione.</p>
<p>Va ricordato che nel territorio regionale l’aumento della temperatura massima è ancora più accentuato rispetto alla temperatura media, essendo risultato, nel confronto tra i periodi ’91-2018 e ’61-’90, pari addirittura a 1,4 gradi. Né va dimenticato che, proprio nel territorio della Romagna Occidentale, si è registrata nell’estate del 2017 la temperatura record di 42,5 gradi a Brisighella.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com/siccita-nella-romagna-occidentale-la-situazione-e-cosa-e-stato-fatto/">Siccità nella Romagna Occidentale: la situazione e cosa è stato fatto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com">Pierluigi Papi</a>.</p>
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