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	<title>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale &#8211; Pierluigi Papi</title>
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		<title>Romagna Occidentale: al lavoro per realizzare oltre 30 milioni € di progetti</title>
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				<pubDate>Tue, 05 May 2020 14:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>L’emergenza Covid-19 non ferma il lavoro del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, che prosegue nell’ottemperare i propri doveri nei confronti della società e degli agricoltori,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza Covid-19 non ferma il lavoro del <strong>Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale</strong>, che prosegue nell’ottemperare i propri doveri nei confronti della società e degli agricoltori, in quanto la sicurezza idraulica del territorio e le necessità irrigue delle colture agricole non possono attendere. <strong>Oltre 30 milioni di Euro l’importo complessivo dei lavori in progettazione che si svolgeranno a breve o che si sono svolti in questo ultimo periodo.</strong></p>
<p>Mentre siamo già in piena stagione irrigua, causa anche il lungo periodo di siccità nemmeno alleviato dalle piogge irrisorie di questi ultimi giorni<strong>, nel distretto di pianura sul versante irrigazione </strong>continua l’attività legata all&#8217;affidamento dei lavori di distribuzione irrigua finanziati dallo Stato (progetto dell’importo di <strong>15 milioni €,</strong> per il quale il Consorzio è entrato nella graduatoria del Piano di Sviluppo rurale Nazionale) e ai lavori Botte CER/Canale dei Mulini a <strong>Zagonara di Lugo</strong> per l&#8217;impermeabilizzazione del Canale dei Mulini e la progettazione delle opere elettromeccaniche.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la difesa idraulica, </strong>proseguono le attività di progettazione su più fronti. Ripristino dei corpi arginali a <strong>Mandriole, nel comune di Ravenna</strong>, del canale di bonifica in destra di Reno e affluenti danneggiati dal fenomeno della subsidenza (importo <strong>2.034.000 €,</strong> finanziamento legge subsidenza). Lavori di messa in sicurezza del Canale dei Mulini a protezione degli abitati di <strong>Castel Bolognese e Solarolo</strong> mediante costruzione di una cassa d&#8217;espansione per un importo complessivo di <strong>3.375.7544 €,</strong> finanziato dal “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale”. Da recente Delibera Regionale è stato finanziato l&#8217;intervento di ripristino degli argini del canale di bonifica in Destra di Reno in località <strong>Casalborsetti</strong>, per l&#8217;importo di <strong>250.000 €.</strong> Inoltre, si sono appena conclusi i lavori per la manutenzione straordinaria delle paratoie presso Ponte Chiavica sempre a <strong>Mandriole</strong> (<strong>importo 160.000 €)</strong> e quelli per la ripresa delle frane sullo scolo Gambellara a <strong>Imola</strong> (2 interventi da <strong>265.000,00 € ciascuno</strong>).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>comprensorio collinare e montano,</strong> i lavori e le progettazioni in corso riguardano soprattutto la <strong>realizzazione di impianti irrigui interaziendali mediante la creazione di nuovi invasi d’accumulo d’acqua (complessivamente 4) e l’ampliamento di alcuni già esistenti (complessivamente 4)</strong>, per una <strong>capacità complessiva d’invaso di oltre 1 milione di metri cubi</strong>. In totale saranno 320 le aziende che beneficeranno di questi lavori, dislocate nei comuni di <strong>Imola, Castel Bolognese, Faenza, Brisighella, Riolo Terme</strong>. Il costo complessivo delle opere è di <strong>10.584.167 €,</strong> di cui 4.858.317 € sono contributo del PSR Misura 4.1.03.</p>
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		<title>Posticipato il pagamento del contributo al Consorzio di bonifica</title>
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				<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 13:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Per venire incontro alle necessità dei contribuenti (che ricordiamo sono tutti i cittadini proprietari d’immobili) in questo difficile periodo, il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha deciso di posticipare di due mesi e mezzo la riscossione del contributo alle spese di manutenzione delle opere di bonifica</strong>, ossia: raccolta, regimazione e smaltimento delle acque di pioggia a protezione dalle esondazioni, per mantenere adeguati i livelli della falda e contro il dissesto idrogeologico. <strong>Riscossione posticipata anche per il tributo relativo all’irrigazione agricola.</strong></p>
<p>La riscossione avverrà in due rate, con scadenza 30 giugno e 31 luglio (salvo provvedimenti di proroga da parte del Governo), per gli importi superiori a 50 €, e in una rata unica, con scadenza 30 giugno, per gli importi fino a 50 euro. L’importo del contributo deriva dal grado di beneficio apportato dall&#8217;attività di bonifica (Legge Regionale n. 42/84).</p>
<p>«<em>Anche in questi mesi di emergenza sanitaria, con tutte le restrizioni del caso e applicando scrupolosamente quanto previsto dai decreti e i suggerimenti diramati, proseguiamo la nostra attività praticamente a pieno regime. Perché la messa in sicurezza idraulica del territorio e le necessità irrigue dell’agricoltura (tra l’altro siamo in piena stagione irrigua, notevolmente anticipata dalla siccità) non possono in nessuna maniera essere rimandati/posticipati</em> &#8211; sottolinea <strong>Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale &#8211; </strong><em>La decisione di rinviare la riscossione dei contributi è stata presa come atto di responsabilità, consapevoli della situazione complicata nella quale tutti ci stiamo purtroppo trovando, anche dal punto di vista economico</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allerta siccità nella Romagna Occidentale</title>
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				<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 11:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Come è ormai triste abitudine, anche il 2020 è partito all’insegna dell’anomalia climatica, particolarmente accentuata nell’Italia centro-settentrionale e l’area della Romagna Occidentale non ne è stata esente. L’effetto combinato di temperature straordinariamente elevate e totale assenza di precipitazioni non poteva che ripercuotersi sulle produzioni agricole, sia per l’anticipo delle fioriture, sia per la necessità di compensare il mancato apporto della pioggia con un adeguato approvvigionamento idrico.</p>
<p>Il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale è quindi già intervenuto nell’attività di fornitura di acqua per l’irrigazione delle colture agricole</strong>, attraverso la rete distributiva in pressione e l’alimentazione dei vettori irrigui a cielo aperto.</p>
<p>Ad avere maggiore necessità di approvvigionamento idrico in questi mesi è il distretto di pianura, in dove sono pervenute numerose richieste da parte di aziende che prevalentemente coltivano il bietolotto (ma anche altre orticole da seme e cipolle). Nelle sole province di Ravenna, Bologna, Ferrara e Forlì-Cesena la superficie di terreno agricolo in cui si pratica questa coltura è di 6.500 ettari, dato che rappresenta il 90% della produzione nazionale e il 50% di quello europeo. Minori problematiche si sono registrate nell’area collinare, dove comunque è stato necessario sostenere i nuovi impianti frutticoli con l’acqua degli invasi/laghetti artificiali.</p>
<p><strong>Il lavoro del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale si è dimostrato molto impegnativo, in quanto svolto in condizioni critiche al di fuori dell’ordinaria stagione irrigua</strong> che, di norma, va da metà marzo a fine ottobre. Tale periodicità è determinata dalla funzionalità del CER – Canale Emiliano Romagnolo, la più lunga asta irrigua italiana (133 chilometri da Selvatonica di Bondeno, in provincia di Ferrara, a Rimini), che costituisce la quasi esclusiva fonte di approvvigionamento idrico delle reti irrigue di questo territorio.</p>
<p>Per tale motivo, <strong>il Consorzio della Romagna Occidentale si è innanzitutto organizzato per attivare i propri sistemi irrigui tramite fonti alternative a quelle del CER</strong>. Sin dai primi giorni di febbraio l’ente ha avviato un servizio di messaggistica per chiedere alle aziende agricole potenzialmente interessate di segnalare eventuali esigenze di irrigazione anticipata. Questo ha consentito di avere un quadro conoscitivo completo, estremamente utile per poter programmare tutte le complesse operazioni necessarie per l’attivazione dei vari sistemi irrigui, assicurando nel contempo una distribuzione efficiente. Ciò ha comportato anche l’istituzione anticipata di un servizio di reperibilità irrigua a partire dal 7 febbraio. È stato inoltre necessario effettuare prestazioni di lavoro straordinario per vigilare costantemente sul corretto funzionamento delle opere e per intervenire tempestivamente sulle criticità rilevate. <strong>A partire dalla metà di febbraio è stato così possibile alimentare canali vettori </strong><strong>e reti distributive in pressione a beneficio delle aziende agricole che avevano avanzato richiesta di irrigazione anticipata</strong>. Si è utilizzata a tale scopo anche l’acqua precedentemente invasata nei bacini di accumulo delle centrali di pompaggio e nell’asta del CER prima dell’interruzione del funzionamento del canale. <strong>Finora si sono riuscite a soddisfare le richieste di 135 aziende agricole per una superficie bagnata complessiva di oltre 1.000 ettari</strong>. In questi ultimi giorni, poi, in anticipo rispetto alla data programmata, è ripartito anche l’esercizio ordinario del CER, il che fornisce maggiori garanzie sulla disponibilità d’acqua per le produzioni agricole. Il CER ha, infatti, attivato tutti i suoi impianti di sollevamento idraulico, portando a livelli “quasi estivi”, le quote di risorsa idrica presenti all’interno dell’alveo, che serve tutto il comparto agricolo di Romagna e parte dell’Emilia Orientale. Quest’anno le manutenzioni invernali sono state notevolmente impattanti sulla funzionalità dell’asta irrigua: oltre agli ordinari controlli di sicurezza sulle elettropompe, è stato ricostruito integralmente un tratto di rivestimento lungo circa 1 chilometro. Tecnicamente la manutenzione invernale, realizzata quest’anno e che proseguirà per altri cinque, impedisce il prelievo delle acque dal fiume Po, che a sua volta in questi giorni sta registrando livelli idrometrici inferiori alla media stagionale nelle 5 stazioni: Piacenza 0,22 metri, Cremona -6,05 metri, Boretto -1,85 metri, Borgoforte -0,92 metri, Pontelagoscuro -4,65 metri (dati del 19-20 febbraio).</p>
<p>«<em>Visto che ci troviamo e ci troveremo sempre più di frequente ad avere a che fare che le anomalie del clima, è auspicabile quanto prima la realizzazione di un piano nazionale invasi, da anni auspicato e richiesto dall’ANBI, l’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue</em> – sottolinea <strong>Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> – <em>Spero, inoltre, che venga convocata con urgenza la cabina di regia da parte dell’AIPo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po, per programmare e controllare l’utilizzo dell’acqua del Po, attualmente ad appannaggio delle regioni a Nord del fiume». Conclude Asioli: «Occorre anche riprendere a finanziare le opere irrigue ed è necessario promuovere sempre di più un’agricoltura di precisione che consenta un uso attento e parsimonioso dell’importante risorsa acqua attraverso le più efficienti tecniche irrigue</em>».</p>
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		<title>Brisighella e Faenza: progetti per 26 milioni di euro per l’irrigazione</title>
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				<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 13:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Martedì 10 settembre ore 18,30 a Brisighella al Foyer del Teatro Pedrini presso il Palazzo Municipale (Via Naldi, 2) e venerdì 13 settembre ore 18 a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 10 settembre ore 18,30 a Brisighella</strong> al Foyer del Teatro Pedrini presso il Palazzo Municipale (Via Naldi, 2) e <strong>venerdì 13 settembre ore 18 a Faenza</strong> al Complesso ex Salesiani (Via San Giovanni Bosco, 1, il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> presenta pubblicamente il progetto relativo ai <strong>lavori di costruzione di invasi di accumulo al servizio degli impianti irrigui esistenti, con la realizzazione di reti irrigue nei comuni di Brisighella e Faenza</strong>.</p>
<p>La presentazione si propone di <strong>illustrare il progetto esecutivo al servizio dell’area del Fiume Lamone</strong>, oggi assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) regionale, oltre che fornire precise indicazioni in merito alla <strong>prossima realizzazione di 8 progetti di opere irrigue interaziendali</strong> grazie anche alle risorse stanziate dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del PSR 2014-2020 operazione 4.1.03 “invasi e reti di distribuzione collettiva”.</p>
<p>Complessivamente gli <strong>investimenti che interessano il territorio collinare e montano dell’Ente nei prossimi anni ammontano ad oltre 26 milioni di euro.</strong></p>
<p>Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale è da tempo fortemente impegnato in questo settore, cercando di compensare, con una distribuzione irrigua il più possibile capillare, il deficit di risorse generato dall’andamento siccitoso del clima.</p>
<p>Sottolinea Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale: «<em>È noto che l’irrigazione è un potente motore di sviluppo dell’economia del nostro territorio. Senza irrigazione non vi sarebbe frutticoltura e orticoltura, né le attività commerciali e industriali a esse collegate, che danno un deciso sostegno all’occupazione e all’esportazione del made in Italy agroalimentare nel mondo. L’attività irrigua è, quindi, un fattore di competitività e tale può rimanere solo se saprà adattarsi a esigenze sempre più differenziate</em>».</p>
<p>Il <strong>Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> opera in un comprensorio di oltre 2.000 km quadrati (con una rete canali di 962 km), tra i fiumi Sillaro a ovest, Lamone a est, Reno a nord e il crinale appenninico tosco-romagnolo a sud. Cinque le province coinvolte: Ravenna, in prevalenza; Bologna, nell’area imolese; Forlì-Cesena, nell’area collinare di Modigliana e Tredozio; Ferrara, al confine nord-ovest del comprensorio; Firenze, nel versante adriatico della Regione Toscana che comprende i centri abitati di Firenzuola, Palazzuolo e Marradi. 35 i comuni che fanno parte del comprensorio. Il Consorzio, che ha sedi a Lugo, Faenza, Imola e Firenzuola, è articolato in due distretti: pianura e montano.</p>
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		<title>Terminati i lavori di taglio selettivo della vegetazione a Palazzuolo</title>
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				<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 13:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Iniziati ad arile e poi sospesi in maggio e giugno per il fermo imposto dalle normative vigenti, in questo mese di luglio si sono conclusi i<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziati ad arile e poi sospesi in maggio e giugno per il fermo imposto dalle normative vigenti, in questo mese di luglio si sono <strong>conclusi i lavori di taglio selettivo della vegetazione effettuati a monte e a valle dell’abitato di Palazzuolo lungo il Torrente Senio, per una lunghezza 2,2 km. </strong>Più precisamente nel tratto d&#8217;alveo compreso fra la briglia denominata “Molino Cecchetto” a monte dell’abitato e il depuratore comunale a valle della zona artigianale.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento è stato realizzato dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale</strong> &#8211; il cui vasto territorio di competenza (oltre 2.000 km quadrati) arriva appunto anche ai primi comuni del crinale appenninico in provincia di Firenze (oltre Palazzuolo, anche Marradi e Firenzuola) -, attraverso l&#8217;utilizzo di fondi propri dell&#8217;Ente derivanti dalla contribuenza montana.</p>
<p>«<em>Per garantire il corretto funzionamento idraulico delle opere esistenti nel Torrente Senio, con particolare riferimento alla sicurezza idraulica del tratto urbano, sono necessari interventi costanti di manutenzione ordinaria e straordinaria che si esplicano, principalmente, attraverso la realizzazione di tagli selettivi di vegetazione e contestuale allontanamento del materiale legnoso dall&#8217;alveo, oltre alla pulizia forestale delle scarpate esistenti e alla movimentazione in alveo dei materiali provenienti dal trasporto solido che si accumulano principalmente a valle delle opere idrauliche esistenti</em>», spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, Alberto Asioli.</p>
<p>In particolare questi interventi contribuiscono a garantire e a mantenere la sicurezza idraulica di Palazzuolo, con particolare riferimento alla protezione delle attività produttive esistenti e in corso di espansione, insediate in sinistra idrografica del Torrente Senio a valle dell’abitato.</p>
<p>Si è potuto apprezzare il buon effetto di quanto già fatto in aprile fin dai mesi primaverili di maggio e giugno, nel corso dei quali le importanti precipitazioni hanno generato alcuni eventi di piena non trascurabili, ma che grazie alla prima trance dei lavori già realizzati non ha arrecato nessun danno sul territorio.</p>
<p>Il Torrente Senio, il cui regime idrico è di tipo torrentizio &#8211; con copiose portate nei mesi invernali e primaverili &#8211; attraversa tutto l’abitato di Palazzuolo e fin dalla fine degli anni ’60 è stato oggetto di consistenti interventi da parte del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale per contrastare i fenomeni erosivi nell’alveo e nelle sponde. Molte di queste opere sono concentrate nel tratto d’alveo posto subito a nord di Palazzuolo, nella parte compresa fra l’abitato stesso e la briglia a ponte facente parte della strada comunale detta “dei Salti”.</p>
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		<title>Causa tentato furto, blackout irriguo a Faenza</title>
		<link>https://www.pierluigipapi.com/causa-tentato-furto-blackout-irriguo-a-faenza/</link>
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				<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 13:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Papi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Nella notte fra il 22 e il 23 luglio c’è stato un tentativo di furto nella Centrale irrigua San Silvestro di Faenza (visibile anche dall’autostrada A14,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com/causa-tentato-furto-blackout-irriguo-a-faenza/">Causa tentato furto, blackout irriguo a Faenza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pierluigipapi.com">Pierluigi Papi</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte fra il 22 e il 23 luglio c’è stato un tentativo di furto nella Centrale irrigua San Silvestro di Faenza (visibile anche dall’autostrada A14, nei pressi del centro commerciale Le Maioliche).</p>
<p>I ladri, presumibilmente, hanno tentato di rubare il rame presente all’interno dei cavi e delle apparecchiature. Messi in fuga dall’allarme e dall’arrivo della vigilanza, non sono riusciti a compiere il misfatto, ma hanno arrecato parecchi danni alla struttura e soprattutto causato il blocco dell’impianto di pompaggio in un periodo strategico per l’agricoltura, in quanto è in corso la massima richiesta d’irrigazione, soprattutto per l’actinidia molto presente nella zona. La Centrale serve due distretti irrigui a monte del CER (Canale Emiliano Romagnolo), fornendo acqua attraverso condotte in pressione.</p>
<p>I tecnici del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, che ha in gestione la struttura e la relativa rete irrigua, sono intervenuti nel pieno della notte attivando tutte le procedure e tutto il personale interno ed esterno disponibile per riattivare la Centrale. In “sole” diciotto ore ininterrotte di lavoro, verso le 18.30 di martedì 23 il Consorzio è riuscito a fornire nuovamente acqua alle 150 aziende, per un totale di circa 900 ettari, che erano rimaste coinvolte in questo blackout irriguo. In considerazione degli ingenti danni era inizialmente stimato un blocco dell’irrigazione di 4 &#8211; 7 giorni per ripristinare cavi e apparecchiature e questo avrebbe comportato danni irreparabili all’agricoltura del territorio.<strong> </strong></p>
<p>Fortunatamente, uno straordinario sforzo organizzativo ha consentito di ridurre al massimo, oltre le più ottimistiche previsioni, i tempi dell’intervento.</p>
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